Test di medicina: fuffa clamorosa
Penso che i test di ingresso alle lauree a numoro chiuso ledano in qualche modo il diritto allo studio.
Ovviamente non sarebbe possibile sostenere l'iscrizione di mille studenti per ateneo alla sola facoltà di Medicina, e cè sicuramente bisogno una scrematura dei potenziali iscritti, ma è il test di ingresso il metodo migliore? Non penso proprio.
Il test di ingresso lascia troppo alla fortuna e al caso la possibilità di essere ammessi oppure no, anche perchè si rischia di rimanere esclusi per una manciata di centesimi.
Si dovrebbe adottare una metodica di selezione un pochino differente.
Garantire un anno di formazione a tutti per poi riproporre il test sarebbe comunque un costo insostenibile per le università italiane ormai alla canna del gas.
Io proporrei invece di fare si un test, attitudinale, a numero programmato: 400-500 posti per ateneo, per valutare le competenze minime. Al che i 400-500 iscritti accedono al primo anno di medicina e a loro volta per accedere agli anni successivi essi dovranno sostenere un tot di esami l'anno (esempio almeno l'80% dei CFU) con una media non inferiore al 27. Secondo me la scrematura avverrà naturalemente, inoltre chi non dovesse superare l'anno di prova potra rimanere iscritto al primo anno solo pagando una mora di tot euro in modo da non gravare eccessivamente sulle spese universitarie.
La mia polemica è in parte dovuta al fatto che ho provato gia 3 volte il test, e sono tre volte che va male, sia che io abbia studiato sia che io non abbia studiato (e qui gioca la fortuna), d'altro canto la rabbia per la poca serietà con cui viene curata la prova: ieri una ragazza davanti a me aveva in mano un cellulare, e le ragazze diietro di me, nonostante il tempo fosse terminato avevano una penna in più e hanno corretto un sacco di risposte. ora sarò io babba di minchia a non aver denunciato la cosa subito, scema di mmmedda perchè potevo fare la furba anche io, sfigata perchè sono io alla fine che l'ho presa in der culer.
Tra l'altro non stiamo parlando di un ateneo del sud, pieno di pregiudizi e corrotti, ma stiamo parlando di Pavia, la classica università del nord in cui è impossibile trovare scorrettezze: ebbene bando ai pregiudizi, la scorrettezze non conosce nazione, città o paese, perchè esse si trova radicata all'interno di un sistema profondamente malato, che non può più esistere in questo modo.
Ma questa è solo la fievole voce virtuale di RC, che difficilmente potrà cambiare le cose.
RC