Anoressia e Bulimia: i DCA non sono una moda.
E' la seconda volta che sul mio blog tratto i DCA.
Reduce di un esame di psichiatria che mi ha fruttato un 30L non mi volglio assolutamente erigere a paladina dell cultura psichiatrica. Lo scopo del mio articolo è il seguente: molte volte si senta parlare a sproposito in televisione( I DCA a Matrix: Vinci ritirati ) dei disturbi del comportamento alimentare, esorcizzandoli e indagandoli con una curiosità quasi perversa. Perchè alla gente piace curiosare sulla sofferenza degli altri (vedi il caso Avetrana) e ci si sofferma sugli aspetti più superficiali es. Magrezza, Abbuffate, paura di ingrassare.
Ma dove sta il limite?
Il limite(secondo me) sta nel fatto che affrontare alcuni argomenti in televisione sotto una luce che è l'unica che può sperare di arrivare a più persone possibili: se la conduttrice di Pomeriggio 5 inizia lo spazio dedicato ai DCA con una spiegazione psichiatrica della patologia, probabilmente la sciura Maria dopo 3 secondi cambia canale, se invece inizia con un bel servizione di qualche ragazza che racconta la propria storia, l'audiance cresce.
Allora non se ne dovrebbe parlare, SBAGLIATO! Se ne deve parlare ma in modo diverso, Anoressian non è solo la volglia di essere magri, anoressia è una patologia psichiatrica che può arrivare a distruggere chi ne è affetto, si da dentro che da fuori. Fare domende stupide a chi è guarito da AN o BN del tipo "Ma adesso la pastasciutta la mangi" (Come è stato fatto a Bianca nella puntata di Matrix) è una modalità erronea di intervento. Infatti AN e BN sono realtà multifattoriali non classificabili con le etichette che il mondo della televisione troppo facilmente elargisce.
Purtroppo non si è arrivati ancora a capire come fare Prevenzione, infatti sembra che affrontare il problema nelle scuole porti ad un aggravamento del fenomeno.
Io da parte mia (per qullo che concerne la mia professione) penso che i fattori su cui si possa intervenire siano 2:
1) Educazione alimentare
2) Migliorare i rapporti interpersonali: la scuola dev fornire agli alunni dei veri strumenti da utilizzare per relazionarsi con il prossimo, sia dentro che fuori dalla scuola (in famiglia per esempio), insegnare la comunicazione e fornire l'ascolto dei propri alunni per intervenire precocemente nelle situazioni a rischio.
RC