Il cucchiaino del ricordo

Pubblicato il da riccicapricci

Ogni volta che si disfa una valigia cè dell'amarezza in noi, ci vengono in mente le esperienze della vacanza appena vissuta. Insomma generalmente il rapporto con la propria valigia è un rapporto un po speciale, un po romantico se vogliamo.

Per chi invece viaggia il questo legame è un tantino diverso.

Io per esempio faccio la spola da ben quattro anni tra Pavia e il mio paese natale (in provincia di Cremona), e quasi ogni settimana io e il mio inseparabile trolley saltiamo da un treno all'altro e per lla verità ci odiamo un po a vicenda: io perchè lo sbatto contro qualunquee cosa e contro chiunque, io perchè è sempre in mezzo ai piedi e si incastra sempre in qualcosa.

Io quando devo partire non guardo il mio trolley con emozione, anzi...

L'altro giorno,tornata appunto a Pavia, apro con la mia routinaria disinvoltura lo scatolotto con le ruote per svuotarlo per l'ennesima volta, e oltre alla miriade di cose inutili che mi trascino da una provincia all'altra trovo un cucchiaino.

Lo afferro. Lo osservo. Non capisco come possa essere finito nella mia valigia un cucchiaino. Poi il flash: Roma.

 

Penso che sia stata una delle vacanze più belle della mia vita. Questa estate per una settimana sono sbarcata nella città eterna e l'ho studiata angolo per angolo con una meticolosità quasi maniacale.

Ci ho lasciato gli occhi, il cuore e l'anima.

Mi ha rapito. Sono innamorata di qualsiasi cosa poggi le sue terga cementizie sul terreno romano.

Ma tornando al cucchiaino....che ci faceva nell valigia?

 

Da buona universitaria squattrinata, adottavo il metodo più vecchio del mondo per risparmiare sul pranzo: Rubare al buffet della colazione.

 

Mi alzavo ogni mattina prestissimo (tipo alle 7.00) e mi precipitavo sul buffet come una bambina del biafra.

il cucchiaino facev parte della refurtiva che consisteva essenzialmente in: yogurt, mela, fette biscottate e craker. (da brava dietista non mi smentisco mai!!!)

 

Così inziava la mattina, e proseguiva con ore e ore e ore di camminate per gustarmi ogni meraviglia di questo sogno di cemento.

 

Spero di tornarci presto. Intanto ho il mio souvenir che mi luccica tra le mani.

 

roma 185

 

 

RC

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